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Testa di toro

Pablo Picasso

La brutalità espressiva della testa animale mozzata e sanguinante, a contrasto col telo bianco, rimanda all’attualità della guerra nel 1942. La negazione della tridimensionalità, tutta cubista, elimina lo spazio fra lo schermo della finestra di sfondo e la tragica presenza, che risulta potentemente ribaltata in proscenio, con un effetto di angosciante isolamento. Del soggetto esiste una seconda versione, antecedente di solo un mese (Düsseldorf, Kunstsammlung) più geometrizzata e astratta.
La tela fu acquistata, probabilmente subito dopo la sua esecuzione, da Louise Leiris moglie del poeta Michel Leiris e titolare della celebre galleria parigina che si aggiudicò buona parte della produzione di Picasso risalente alla seconda guerra mondiale.
L’opera fu inclusa nella prima importante esposizione dedicata al maestro spagnolo allestita a Parigi dopo la fine del conflitto.  Il soggetto così rappresentato acquisì subito il valore di simbolo dell’isolamento e dell’orrore, come tale più volte rievocato anche da artisti come Cassinari e Morlotti, che avevano ammirato l’opera nelle sale della galleria Leiris. Acquistata da Riccardo Gualino, la tela passò, dopo la sua morte, nelle mani di Emilio Jesi.

 

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Testa di toro
AUTORE Pablo Picasso
DATA 1942
MATERIA E TECNICA Olio su Tela
DIMENSIONI cm 116 x 89
INVENTARIO 5465
SALA XXIII
FIRMA Picasso 6.4.42
Opera esposta
Donazione
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