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Santa Caterina d’Alessandria

Dall'alto, Giovanni Antonio Sogliani, Santa Caterina d’Alessandria, prima del restauro (fig. 1); sotto, l’opera collocata nel laboratorio di restauro della Pinacoteca di Brera  (fig. 2)
Dall’alto, Giovanni Antonio Sogliani, Santa Caterina d’Alessandria, prima del restauro (fig. 1); sotto, l’opera collocata nel laboratorio di restauro della Pinacoteca di Brera (fig. 2)

 
Il restauro della Santa Caterina d’Alessandria di Giovanni Antonio Sogliani (Fig. 1) è in corso dall’ottobre 2018.

 
Giovanni Antonio Sogliani (Firenze 1492 – 1544) lavorò molti anni nella bottega di Lorenzo di Credi; il suo stile, che riflette anche la lezione di Leonardo da Vinci, Fra’ Bartolomeo e Andrea Del Sarto, fu apprezzato per l’immediatezza e la velata malinconia che caratterizza le sue figure.

 
La solida figura è collocata fra le basi di due pilastri, che ne sottolineano l’impianto monumentale.
Sono leggibili alcune iscrizioni, sulla base del pilastro destro: JOHANNES / ANTONIUS / FACIEBAT, e sul libro retto dalla Santa: HAEC EST / VIRGO / SAPIENS.
L’opera è databile nella fase matura dell’artista, fra il 1520 e il 1530.

 
La tavola si trova nel Laboratorio di restauro trasparente della sala XVIII dove è visibile l’intervento in corso (fig. 2). Il dipinto infatti è appesantito dall’ossidazione della vernice superficiale, opacizzata ed ingiallita. Inoltre lungo il perimetro andavano fissati alcuni piccoli sollevamenti del colore che si erano formati a contatto della cornice.

 
Prima del restauro il dipinto è stato oggetto di un’accurata campagna fotografica e diagnostica (figg. 3, 4), comprendente riprese in luce diffusa e radente, macrofotografie e fotografie al microscopio, riflettografia infrarossa (IRR), infrarosso falso colore (IRFC), fluorescenza ultravioletta (UVF), spettrometria in riflettanza (Vis-RS). Gli esiti e le osservazioni dirette dell’opera hanno consentito di approfondire la conoscenza della tecnica dell’artista, permettendo di impostare ogni fase dell’intervento di restauro.

 

Tecnica pittorica

La tavola misura cm 82,5×66,2×2,5, è costituita da tre assi incollate e disposte verticalmente, provviste di due traverse orizzontali (figg. 5, 6).
 
La superficie è stata inizialmente preparata con uno strato omogeneo chiaro di gesso e colla, sul quale sono stesi gli strati pittorici ottenuti con fluide campiture ad olio, maggiormente corpose in corrispondenza delle lumeggiature e dell ombre (figg. 6, 7).

 

Restauri precedenti e stato di conservazione

Il dipinto ha subito in passato alcuni interventi di restauro. Sono visibili alcuni ritocchi; una vernice a base di resina naturale (dammar o mastice) non originale è stata stesa sulla superficie dell’opera, ed appare molto fluorescente alla luce ultravioletta (figg. 3, 7). Inoltre i primi test hanno evidenziato sotto la vernice un’ulteriore strato bruno, probabilmente una patinatura stesa per conferire all’immagine una tonalità di gusto antiquario, e camuffare meglio i ritocchi.

Particolare in luce visibile diffusa e radente, riflettografia IR, infrarosso falso colore e fluorescenza ultravioletta (fig. 3)
Particolare in luce visibile diffusa e radente, riflettografia IR, infrarosso falso colore e fluorescenza ultravioletta (fig. 3)
Immagine al microscopio dell’incarnato sulla fronte (235x) (fig. 4)
Immagine al microscopio dell’incarnato sulla fronte (235x) (fig. 4)

Fortunatamente nel complesso l’opera appare in buone condizioni, i precedenti restauri non hanno eccessivamente indebolito le stesure pittoriche. Alcune piccole cadute di colore e minime abrasioni sono visibili nella zona centrale e lungo i bordi (fig. 3).

 

Intervento di restauro

Il restauro è iniziato col fissaggio dei minimi sollevamenti di colore, lungo i margini. Dopo la rimozione del particellato incoerente con pennelli ed aspiratori a bassa intensità, e una prima superficiale pulitura realizzata con un tensioattivo, è in corso l’assottigliamento della vernice ossidata.
 
Attualmente la pulitura è ancora in corso, e il pubblico del museo può seguire il progressivo recupero della luminosità e della brillantezza del colore.

A sinistra, verso del dipinto (fig. 5); in alto a destra, particolare del margine superiore (fig. 6); a destra in basso, particolare in luce radente (fig. 7)
A sinistra, verso del dipinto (fig. 5); in alto a destra, particolare del margine superiore (fig. 6); a destra in basso, particolare in luce radente (fig. 7)
Particolare in luce ultravioletta (fig. 8)
Particolare in luce ultravioletta (fig. 8)
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