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Incoronazione di Napoleone a Re d’Italia

Gaetano Matteo Monti

Rilievo in marmo
Atrio dei Gesuiti, Palazzo di Brera
L’imponente rilievo non è la fedele riproduzione della cerimonia svoltasi nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805, bensì è un’immagine allegorica dal potente significato politico. Napoleone è abbigliato come un antico imperatore, il capo cinto dalla corona imperiale d’oro a foglie d’alloro, identica a quella con la quale è raffigurato nei numerosi ritratti, purtroppo andata distrutta. Al suo cospetto si erge in piedi una figura femminile, la personificazione della Repubblica Italiana riconoscibile per la corona con le torri, una figura allegorica inventata nel 1802 da Giuseppe Bossi nel suo dipinto La Riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone (Accademia di Brera, Sala Napoleonica) e che da allora è divenuta l’immagine della nostra Nazione. La donna con gesto eloquente indica con la mano destra il popolo che la segue, mentre con la sinistra regge sopra a Napoleone la “Corona Ferrea”, un antico e prezioso cimelio custodito nel Duomo di Monza. Benché sia composto di placche d’oro con smalti e pietre preziose il diadema deriva il nome dalla presenza al suo interno di un anello che secondo la leggenda fu ricavato da un chiodo della crocefissione di Gesù. Per la sua natura di reliquia nel corso dei secoli fu utilizzato dai re d’Italia per dichiarare l’origine divina del loro potere e la continuità con il passato impero romano. Per Napoleone la presenza della Corona Ferrea durante la cerimonia nel Duomo di Milano aveva un valore simbolico perché legittimava la sua incoronazione a re d’Italia, titolo che riceveva direttamente da Dio, escludendo anche la Chiesa, come dichiarava la celebre frase da lui pronunciata “Iddio me l’ha data. Guai a chi la toccherà”. Nella realtà non poté indossarla perché di dimensioni inferiori a quella di una testa umana, ma alcuni ritratti lo effigiano con il capo cinto dal sacro gioiello come il monumentale Busto di Napoleone I Re d’Italia di Giovanni Battista Comolli (1809 circa, Milano, Galleria d’Arte Moderna).
La scultura braidense era stata commissionata nel 1811 per essere collocata sull’Arco del Sempione, ma la caduta di Napoleone nel 1814 fermò il cantiere, che peraltro aveva visto l’esecuzione soltanto della base delle due arcate minori; finalmente nel 1826 i lavori ripresero per volontà dell’Imperatore Francesco I d’Austria.
L’Incoronazione che rappresentava un sovrano ormai sconfitto e destituito – sebbene il volto non fosse ancora finito – non fu danneggiata né distrutta, ma tutelata in quanto opera d’arte e quindi trasferita nel Palazzo di Brera: dapprima depositata in un magazzino, fu collocata dal 1834 su una parete, ma coperta da una tenda verde, all’interno del Museo di Antichità ricavato nella chiesta di Santa Maria di Brera (l’attuale Aula di Scenografia), fino a quando, intorno al 1861, trovò finalmente la sistemazione attuale.
Gaetano Monti (Ravenna 1776 – Milano 1847), che dal 1820 iniziò a firmarsi con la provenienza da Ravenna per non essere confuso con lo scultore omonimo originario di Milano, poteva vantare quattro anni di alunnato a Roma nello studio di Antonio Canova, al termine dei quali licenziò un busto in marmo di Antonio Canova (1810, Bologna, Accademia di Belle Arti), apprezzato dallo stesso ritrattato e replicato in molte copie in gesso, e un busto in marmo di Napoleone togato, con una grande fibula decorata dall’aquila imperiale sulla spalla e la corona imperiale (1809, Milano, Galleria d’Arte Moderna). Nel 1811 il Monti si stabilì a Milano, dove diede inizio a una lunga collaborazione con il Duomo, eseguendo numerose statue tra le quali va ricordata quella colossale di San Carlo Borromeo (1820) posta all’interno sulla controfacciata. Al periodo napoleonico appartiene il bassorilievo raffigurante La Fama distribuisce le corone d’alloro ai vincitori inserito nel frontone che sormonta la porta dell’Arena Civica. Anche durante la dominazione austrica l’artista proseguì la sua attività alla decorazione dell’Arco della Pace realizzando altri monumentali rilievi, oltre al lungo fregio con Putti che reggono festoni di fiori portato a termine assieme a Pompeo Marchesi.
Il Palazzo di Brera, sullo scalone d’onore di destra, conserva anche la sua statua raffigurante il poeta Giuseppe Parini licenziata nel 1838.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Incoronazione di Napoleone a Re d’Italia
AUTORE Gaetano Matteo Monti
DATA 1811 - 1814
MATERIA E TECNICA Marmo
TECNICA OPERA scultura
SALA Cortile

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