Pinacoteca di Brera Informazioni

Continua il terzo giovedì serale di Brera/Musica online

La Pinacoteca di Brera da 3 anni propone aperture serali ogni terzo giovedì del mese. In queste occasioni gli allievi della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” arricchiscono l’esperienza del museo con un repertorio musicale che illustra il legame tra la musica e le opere esposte.

La Pinacoteca e la Scuola, nonostante le difficoltà di questo periodo, desiderano portare a casa vostra questo appuntamento e hanno realizzato insieme ai ragazzi questo speciale video.

Programma

Jacopo Angelo Martignoni, tamburo e digital playback
Quarantine Suite

Jacopo Martignoni Quarantine Suite prende forma da tre brani per tamburo solo scelti tra i “Six Unaccompanied Solos for Snare Drum” composti da Michael Colgrass nel 1957. Ho voluto affiancare a questi tre soli di carattere contrastante un digital playback di mia composizione, utilizzando suoni semplici con lo scopo di creare ritmi che dialogassero al meglio con la parte originale per tamburo e che gli conferissero una nuova sonorità. Ho trovato un’analogia con l’opera “La camera incantata” di Carlo Carrà, realizzata nel 1917: l’artista ha voluto rappresentare oggetti ordinari realizzando una sorta di racconto, dando valore e un forte impatto visivo a cose apparentemente prive di significato. Mi piace pensare che la stessa idea possa aver accomunato molti di noi che in questi mesi di quarantena siamo stati costretti a vivere dentro quattro mura cercando di trovare la magia e il valore di certi oggetti che prima di questo periodo non consideravamo e che invece ci hanno dato la possibilità di vagare con la mente e, perché no, trovare ispirazione per creare qualcosa di nuovo. Questo è quello che è successo a me nel dare forma a questa performance. Buon ascolto.

 

Chiara Greco, flauto
Fabio Ponzelletti, corno
Gianmarco Frau, chitarra

Christian Dickhut: Adagio dal Trio op.6

 

Il trio composto da Chiara Greco al flauto, Fabio Ponzelletti al corno e Gianmarco Frau alla chitarra propone il primo tempo, un adagio, tratto dal Trio op.6 per chitarra, flauto e corno di C.Dickhut, cornista e compositore che si colloca tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

La struttura formale classica e lo stile sognante di questo brano rimandano ad un paesaggio lagunare nel pieno della sua attività giornaliera. In particolare i quadri del Canaletto: La Veduta del bacino del Canal Grande verso la Punta della Dogana, da Campo san Vio e Veduta del bacino di San Marco dalla Punta della Dogana.

L’artista, maggior esponente della corrente vedutista, attraverso l’utilizzo della camera ottica e della prospettiva, raffigura la vita di tutti i giorni emergere nelle piccole figure perfettamente definite, nei riflessi delle architetture nel mare, nel cielo infinito.

La visione di questi quadri si addice al primo tempo del brano di C.Dickhut, un adagio che con la sua sonorità, tramite l’utilizzo prevalentemente del piano come dinamica e di un fraseggio semplice e sinuoso  sembra voler emulare il dondolio delle gondole coinvolgendo lo spettatore in una Venezia senza tempo.

 

Laia Blasco-Lopez, Caterina Chiarcos, Andrea Gavagnin, voci
Jeremy Nastasi, liuto

SU LA RIVERA – madrigale (2′)
Anonimo XIV secolo, Codex Rossi 215, Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma

DOLCE LO MIO DRUDO -madrigale (3′)
Anonimo XV secolo, Codex Reina, Fr. 6771, Bibliothèque nationale de France, Paris

AMOR MI FA CANTAR A LA FRANCESCHA – ballata (3′)
Anonimo XIV secolo, Codex Rossi 215, Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma

DAME VAILANS DE PRIS – ballade (1’45”)
Anonimo XV secolo, Codex Reina, Fr. 6771, Bibliothèque nationale de France, Paris

 

BAÇAME E ABRAÇAME
Il 10 febbraio 1791 nasceva a Venezia Francesco Hayez, nella parrocchia di Santa Maria Mater Domini, del sestiere di Santa Croce, presso cui è tutt’oggi visibile lo stemma di una Compagnia della Calza. Nate nel 1400, queste associazioni erano formate dai giovani veneziani, che si riunivano per organizzare feste, concerti, serenate e rappresentazioni teatrali, elegantemente vestiti con giubbe di seta dalle maniche tagliate per far vedere la camicia sottostante e calze del colore della loro Compagnia di appartenenza: rosso, verde, azzurro, con motti o stemmi ricamati. Ci piace immaginare che sia questo il vivace e poetico Medioevo che ha ispirato Hayez per uno dei suoi quadri più famosi: Il Bacio. Entrato a far parte della collezione della Pinacoteca nel 1886 ebbe fin da subito uno strepitoso successo sia per l’ardito e appassionato bacio che si scambiano i due personaggi che per l’ambientazione medievale tanto cara al romanticismo ottocentesco. Da Milano, Venezia e Bruxelles abbiamo voluto cercare la musica più adatta all’abbraccio degli innamorati del dipinto, scegliendola tra le composizioni a tema amoroso conservate nei codici Rossi, Reina e Squarcialupi, a cavallo tra Tre e Quattrocento. Le voci e il liuto si rincorrono tra brillanti agilità, declamazioni del testo e improvvisi silenzi. Secondo lo stile italiano, i madrigali a due voci proposti mantengono il testo in sincronia per sottolinearne il senso poetico anche quando la voce superiore volteggia in passaggi virtuosistici che decorano il solenne rigore del tenor. Tutt’altro gioco si sviluppa nella sovrapposizione dei tre testi della spettacolare ballade in stile francese “Dame vailans de pris”, in cui un giovane elenca i pregi della sua innamorata, che gli risponde giurando lealtà al suo affetto; la terza voce, moraleggiante, applaude la loro felice unione, per poi ricongiungersi tutte insieme per il motto finale: solo un amore sincero può durare in eterno.

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