Pinacoteca di Brera Informazioni
Brera/Musica
PINACOTECA DI BRERA

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Segreteria della direzione

Amedea Fariello
tel. +39 02 722 63 203

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16/05/2019 Pinacoteca di Brera

Brera/Musica

Terzo giovedì del mese, tre euro, tre ore di musica.
La Pinacoteca di Brera propone una serata in musica con i giovani musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado per celebrare il dialogo tra le arti e il dialogo tra i musicisti e il pubblico.

Brera/Musica Orario: dalle 18.00 alle 22.15 (chiusura biglietteria ore 21.40)

Dove: Pinacoteca di Brera

Ingresso: 3 euro

Dalle 18 alle 22.15 al costo di 3 euro sarà possibile ammirare l’intera collezione, visitare le splendide sale riallestite e, nello stesso tempo, ascoltare gli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
Come sempre la serata musicale offre al pubblico l’occasione di ammirare l’intera collezione, visitare le splendide sale riallestite e naturalmente ascoltare i giovani interpreti, che si collocheranno in diverse sale all’interno della Pinacoteca: la scelta del programma, anche per marzo, scaturisce dalle emozioni suggerite dai dipinti.
Gli studenti saranno inoltre disponibili a rispondere alle domande del pubblico, in un inconsueto, dinamico scambio tra le arti.

 
 
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Programma

Orla Shaloo-Brundrett, soprano
Laia Blasco López, soprano e flauto dolce
Albert Coll Monroy, baritenore
Priscila Gama Santana, arpa barocca
Daia Anwander, viola da gamba, chitarra barocca, tiorba
(sale XXVIII e XXIX)

Il Barocco milanese nel XVIII secolo
Avecillas sonoras. Napoli e il Seicento tra l’Italia e la Spagna
Il programma stabilisce un parallelismo tra le opere di Luca Giordano e José de Ribera (lo Spagnoletto) e rispecchia musicalmente la Napoli secentesca (tra Italia e Spagna) nella quale vissero il pittore napoletano e il suo maestro di Xátiva.

Orazio del Arpa, Ninna nanna al bambino Gesù
Athanasius Kircher, Tarantella napoletana in modo hipodorico
Antonio de Cabezón, Discante sobre la pavana italiana (arpa)
Juan de Aracujo, Avecillas sonoras
Diego de Ortiz, Recercada sopra la Spagna (viola da gamba)
Andrea Falconieri, Voi sete bella ma sete crudelle
Anonimo, Al villano se la dan

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Maurizio Ghezzi, violino
Martina Verna, violino
(sala VI, sala XVII, sala XV)

Opere quali il Cristo morto e tre dolenti di Andrea Mantegna, il Compianto su Cristo morto di Francesco Salviati o San Francesco stigmatizzato di Vincenzo Campi, dati i soggetti rappresentati e le tematiche affrontate, si prestano molto all’alta carica drammatica racchiusa nella Partita in re minore per violino solo BWV 1004 di J.S. Bach. La ciaccona, in particolare, con la sua carica emotiva, può essere considerata un tombeau, pezzo di musica strumentale dedicato alla memoria di un defunto. Si fonda su una cellula tematica formata da un tetracordo discendente, da cui derivano anche gli elementi inventivi dei primi quattro movimenti: allemanda, corrente, sarabanda e giga. La seconda sonata in la minore per violino solo di J.S. Bach, composta nel 1720, è nota come “Sonata della Passione” ed è suddivisa, secondo il tipico assetto della sonata da chiesa, in quattro movimenti: grave, fuga, andante, allegro. Il carattere solenne, estremamente drammatico ma puro, composto e perfettamente equilibrato del grave ben si presta per una narrazione della Passione che riesce a esprimere allo stesso tempo una lancinante sofferenza umana e l’assoluto del divino, come in numerosi capolavori della tradizione pittorica dedicati alla Passione di Cristo. Nella Pietà di Vincenzo Bellini è raffigurata con estrema maestria la sofferenza della Vergine, che nella disperazione sembra protendere il viso verso quello del figlio morto, immobile ed esangue, come a volerne sentire ancora il respiro. L’angoscia e il dolore di Maria e dell’apostolo Giovanni non scompongono l’equilibrio del dipinto, ma traspaiono dai volti e dalle mani, che trasmettono all’osservatore la sensazione dei vari moti di disperazione e insolvibile turbamento; curiosamente essi possono essere intuiti visivamente anche nella tortuosa scrittura delle ornamentazioni, tipicamente barocche, del manoscritto del primo movimento della Sonata di Bach.
(Duo Ghezzi – Verna, note)

Johann Sebastian Bach
Partita per violino solo n. 2 in re min. BWV 1004
Sonata per violino solo n. 2 in la min. BWV 1003

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Guido Giuseppe Pace e Marco Tencati Corino, chitarre
(sala XXXVIII)

Artisti del Risorgimento italiano
La sala XXXVIII racchiude l’impegno patriottico italiano, rappresentato soprattutto dall’opera di Francesco Hayez, Giovanni Fattori e Gerolamo Induno. Altri quadri presenti sono opere che -nella lezione dei macchiaioli e divisionisti- rappresentano lo studio visivo della natura, le impressioni e lo stile del realismo (Silvestro Lega). Nel primo Ottocento gli artisti italiani iniziarono a rievocare e rappresentare, nelle loro opere, avvenimenti del passato che si presentavano però attuali, in quanto servivano a richiamare la necessità di ribellarsi allo straniero invasore, che impediva l’unificazione della nostra Nazione. Il potere della musica, di commuovere e incitare al raggiungimento di alti ideali, era tanto grande da essere temuto dai governi conservatori, che vedevano in alcune opere un chiaro incoraggiamento all’insurrezione, alla libertà, alla rivolta.Dunque la musica del Risorgimento italiano contribuì a far nascere e alimentare l’amor di patria e il desiderio di libertà, divenendo strumento e veicolo di ideali comuni.

Lo scopo del progetto
Il programma si propone di illustrare la relazione tra musica e storia, sia in chiave sincronica, con brani di musica dell’Ottocento, specchio della mentalità italiana a cavallo fra Classicismo e Romanticismo, sia diacronica, con brani densi di echi storico sociali che rimandano alla relazione tra musica e politica. In particolare spicca l’accostamento degli esuli brasiliani come Toquinho e Nogueira, costretti a scappare dalla dittatura militare degli anni 60′ e 70′, ai patrioti italiani come Cattaneo e Mazzini, anch’essi costretti a periodi di esilio. Il progetto offre al pubblico di Brera un’esperienza immersiva e, grazie in particolare alla giovane età degli interpreti, può stimolare utili riflessioni sul confronto intergenerazionale anche sui temi dell’impegno artistico come risorsa da valorizzare per il futuro della nostra società. Le vicissitudini di un periodo storico emergono sempre nelle opere: il dialogo con l’arte restituisce al fruitore lo spirito del tempo della loro composizione, spunti di approfondimento, chiavi di lettura non convenzionali. Si attiva così la curiosità del pubblico, primo motore della conoscenza.
(Duo Pace – Tencati, note)

Ferdinando Carulli, Lento e allegretto op. 34
Johann Kaspar Mertz, Unruhe e Tarantella
Jorge Cardoso, Milonga
Astor Piazzolla, Tango 1 da Tango Suite
Manuel de Falla, La vida breve
Paulinho Nogueira, Bachianinha 1 e Bachianinha 2
Toquinho, Chorando pra Pixinguinha

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Davide Dipilato, chitarra
(sala XXXV)

Come Bach stesso usava trasportare e adattare lo stesso brano a più strumenti, così questo programma contiene opere composte originariamente per altri strumenti più o meno affini alla chitarra, per sonorità, meccanica e potenzialità espressiva (è il caso del liuto, del lautenwerk e del clavicembalo). La Veduta dal bacino di S. Marco è solo un esempio delle tante vedute di Venezia realizzate da Canaletto. Da questi quadri emerge la ricerca di una composizione che rappresenti la realtà in modo oggettivo, scientifico, perché i dipinti erano le “cartoline” di ritorno dai viaggi intrapresi dai nobili in Europa. Accanto alla scientificità nella realizzazione delle proporzioni, della luminosità di quel particolare momento, non manca mai la creatività dell’autore: infatti, partendo dall’osservazione del paesaggio urbano così come gli si presenta, egli si assume la libertà di aggiungere edifici in stile palladiano, creando quindi una veduta immaginaria ma realistica e verosimile, che duplica, sviluppa e arricchisce. E questo è il processo di composizione delle Fantasia 33 di Francesco da Milano, anche detta “fantasia su mi fa mi” proprio perché elabora genialmente una cellula che viene poi riportata in tutti i registri dello strumento e, all’occorrenza, variata (anticipazione della fuga e della variazione). Non a caso, in quel tempo, fantasia e ricercare indicavano lo stesso genere di brano, e l’aspetto di ricerca costante è ciò che contraddistingue questa fantasia. L’imitazione emerge anche in Scarlatti, con le voci che creano un movimento continuo in una vicendevole rincorsa senza momenti di sosta. La creatività e l’improvvisazione si ritrovano nel preludio della suite BWV996 di J.S. Bach per lautenwerk, uno strumento a tastiera con le corde in budello (dunque un ibrido tra clavicembalo e liuto) che si prestava bene a un brano di carattere toccatistico come questo.
La trasparenza, chiarezza, tranquillità dei quadri del Canaletto rimandano alla cantabilità dell’allemanda, e della sarabanda della suite di Bach.
50 anni dopo, nel 1800, apparirà lo strumento moderno anche se non ancora definito nella sua forma, la chitarra a sei ordini di corde e, tra gli autori del primo Ottocento, uno dei più importanti tra gli spagnoli è sicuramente Dioniso Aguado.
(Davide Dipilato, note)

Francesco da Milano, Fantasia by 33
Johann Sebastian Bach, Suite BWV 996
Domenico Scarlatti, Sonata k1
Dioniso Aguado, Rondò in la minore op. 2 n. 2

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