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Monumento a Luigi Canonica

Raffaele Monti

Il marmo è dedicato a Luigi Canonica, scomparso nel 1844, progettista dell’Arena civica e di numerosi edifici che contribuirono a creare il volto architettonico della Milano napoleonica: tuttavia il monumento non poteva celebrare la sua attività che aveva dato il massimo contributo durante il governo francese, poi sconfitto e sostituito da quello austriaco.
Il grande bassorilievo, infatti, esalta la prodigalità dell’illustre personaggio effigiato al centro della scena, nell’atto di consegnare una corona d’alloro a uno dei tre giovani artisti, mentre nell’altra mano tiene un pane, afferrato dalla ragazzina del gruppetto di donne e bambini. Il progetto di questo monumento nel 1847 risultò vincitore del premio per la scultura di 4.000 lire austriache, istituito grazie al lascito dell’architetto per un premio intitolato al suo nome e da alternare ogni anno tra pittura, scultura e architettura.
Il monumento è completato da un frontone di gusto classico sopra al quale è posto il busto di Canonica; sotto il bassorilievo due putti alati sorreggono un festone di frutti che sottolinea la corona d’alloro con gli strumenti di lavoro dell’architetto: la riga, la squadra e il compasso. Infine una lapide reca l’iscrizione dedicatoria.
L’autore è Raffaele (Iseo, Brescia 1818, Londra 1881), figlio del più noto scultore Gaetano Matteo Monti, e già nel 1846 aveva esposto alla rassegna braidense due monumenti dedicati a Luigi Canonica, uno da collocarsi nel Palazzo di Brera, poi sostituito dall’attuale, e l’altro destinato al Palazzo Civico di Lugano. Nella presente opera l’artista manifesta lo studio di analoghi monumenti presenti nel palazzo, in particolare quello dedicato ad Andrea Appiani di Bertel Thorvaldsen (1822; attuale “Caffè Fernanda”), e quello per Ranieri Girotti di Gaetano Motelli (1833) collocato nello stesso atrio d’ingresso, e dal quale il Monti trae ispirazione per la struttura architettonica e la presenza di figure allegoriche in coppia. La scena delle donazioni, invece, è improntata a una mediazione tra il movimento di panneggi di memoria classica e l’apertura al naturalismo, esplicata dall’abbigliamento contemporaneo dei personaggi (si veda lo scialle della donna a destra), e dallo studio delle espressioni che manifestano sentimenti di gratitudine.
Nel 1848 il giovane Raffaele Monti si arruolò nella Guardia Nazionale di Milano e dopo la sconfitta di Custoza dovette rifugiarsi in Inghilterra, dove già era apprezzato e dove continuò a esercitare la sua professione lavorando per numerosi mecenati locali. Un soggetto molto fortunato, da lui replicato più volte, è la Dama velata (1845, Racconigi, Castello), una testa di donna il cui volto è coperto da un velo sottile e coronato da una ghirlanda di papaveri. Il tema, ispirato alle Vestali di Antonio Canova e di Pompeo Marchesi, tuttavia è completamente rinnovato dall’accentuato sentimento di mestizia e di tristezza, ottenuto anche tramite il virtuosismo del velo scolpito che lascia intravedere i lineamenti della fanciulla.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Monumento a Luigi Canonica
AUTORE Raffaele Monti
DATA 1847
MATERIA E TECNICA Marmo
TECNICA OPERA Scultura
SALA Cortile

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