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Ritratto di Ettore Lega

Silvestro Lega

Il ritratto di Ettore Lega (1845-1928), il minore dei numerosi fratelli dell’artista e l’unico a sopravvivergli, è opera di grande qualità e documenta, in un periodo scarno e iniziale, l’alto livello cui Lega riesce ad arrivare.
Dario Durbé, amico di Vitali e ospite della sua casa ogniqualvolta si trovava a passare da Milano, è stato il primo a richiamare l’attenzione sul dipinto. Facendo forse eco a valutazioni e discorsi comuni derivati dall’amore per i macchiaioli – ai quali entrambi hanno dedicato parte dei propri studi e del proprio interesse di conoscitori -, Durbé ha posto felicemente in risalto come il dipinto, nella sua singolare e apparente semplicità, nasca in realtà da una cultura complessa e matura in cui la curiosità verso i manieristi fiorentini si innesta su una sensibilità affine a quella di Degas ma anche di Mussini, maestro di Lega, e di Ingres, così da essere “l’opera maggiormente rappresentativa e più riassuntiva della giovinezza del Lega ed in assoluto uno dei suoi maggiori capolavori”.
Il dipinto ha fatto parte agli inizi del Novecento della raccolta fiorentina di Vincenzo Giustiniani posta all’asta nel 1929 a Milano, quando in un clima di recessione economica vi fu la dispersione delle maggiori collezioni storiche di pittura macchiaiola. Vitali lo acquistò in quell’occasione e l’annotazione a matita “Lam 1300” è ancora leggibile accanto al n. 120 della copia del catalogo d’asta che era nella sua biblioteca.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Ritratto di Ettore Lega
AUTORE Silvestro Lega
DATA 1855 - 1857
MATERIA E TECNICA Olio su Tela
DIMENSIONI cm 38.6 x 30.5
INVENTARIO 7405
SALA XI
Opera esposta
Donazione
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