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Paesaggio

Giorgio Morandi

Giorgio Morandi è rappresentato, all’interno della collezione Jesi, da una serie straordinaria di paesaggi e nature morte e da un raro Autoritratto, una sorta di antologia di capolavori che documenta le successive fasi dell’originale percorso di ricerca del maestro. Figura straordinaria d’artista solitario, che mai si mosse dalla città d’origine e che – con rare eccezioni – conobbe i maestri contemporanei solo dai libri, Morandi approfondì nel corso della sua intera esistenza una personalissima poetica incentrata su pochi, modesti soggetti, e improntata alla speculazione intellettuale, alla massima purezza espressiva e all’assoluto rigore formale, rimanendo lontano dal fragore rivoluzionario delle avanguardie e sentendosi attratto in misura del tutto personale dalle suggestioni provenienti dal Futurismo, dalla Metafisica, da Valori Plastici e dalle correnti novecentiste.
Il bosco (1914) e Il paesaggio rosa (1916) e Fiori dello stesso anno appartengono agli anni della scoperta di Cézanne, di Henry Rousseau e del Cubismo. Attorno al 1918, attraverso le riproduzioni pubblicate dalla rivista bolognese “La Raccolta”, Morandi si avvicinò alle ricerche metafisiche di de Chirico e Carrà. A partire dagli anni venti, Morandi si dedicò esclusivamente alla ricerca sulle relazioni fra gli oggetti, allo studio dei rapporti fra spazio e volumi e dei mutamenti della luce nel paesaggio.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Paesaggio
AUTORE Giorgio Morandi
DATA 1916
MATERIA E TECNICA Olio su Tela
DIMENSIONI cm 39 × 54
INVENTARIO Reg. Cron. 5085
SALA X
Opera esposta
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