Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista
Scheda tecnica
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Titolo
Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista -
Autore
Vincenzo Foppa -
Anno
1485 -
Dimensioni
cm 192 x 173 -
Inventario
999 -
Sala
X
L’affresco, datato 10 ottobre 1485, costituiva la sopraporta della sacrestia di Santa Maria di Brera e fu strappato prima del 1884. L’architettura, in cui è inserita la Madonna, costituiva la parte superiore di una più ampia decorazione, che includeva ai lati della porta, due lesene dipinte, sormontate da capitelli. L’impaginazione architettonica dell’affresco richiama i prototipi di Alberti e Mantegna. Come nel San Sebastiano, Foppa si concentra sull’effetto scenografico della composizione, accentuandone qui le valenze di illusionismo prospettico grazie allo scorcio da ” sottoinsu”: la Vergine appariva al devoto come affacciata a una sorta di balconata, a sua volta sovrastata da un arco monumentale dietro il quale si scorgeva uno spazio aperto; il cornicione aggettante, il tappeto che copre il parapetto e lo scorcio del sottarco rafforzavano l’effetto del trompe l’oeil, tanto efficace da essere ripreso da Bergognone, pochi anni dopo, in un affresco del transetto della Certosa di Pavia.
La volta a lacunari, i medaglioni e il fregio di ispirazione antiquaria richiamano gli archi trionfali di epoca romana, in quegli anni presi a modello da Bramante ma anche, per esempio, da Leon Battista Alberti nella facciata di Sant’Andrea a Mantova.
Didascalie religiose
La Vergine Maria, Maryam in arabo, è la donna più onorata del Corano. Durante il travaglio Maria si lamenta gridando: “Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!”. Deve fare i conti con un popolo che la accusa di empietà e di mancata castità, quando Gesù è invece la prova della sua devozione. Vedendola, ricordo la donna tremante, spaventata ma sempre ubbidiente a Dio, e riconosco l’immenso rispetto dell’espressione coranica: Esa ibn Maryam… Gesù, figlio di Maria.
Ausma Zehanat Khan
L’affresco allude al sacrificio del corpo di Cristo che la Messa rende presente. Giovanni Battista, indicando Gesù, sembra dire “Ecco l’Agnello di Dio” (cioè: ecco l’animale sacrificale), mentre Giovanni Evangelista ricorda che “Il Verbo si fece carne”. Maria, tenendo aperto un libro con la destra, con l’altra mano sorregge il Verbo diventato carne,Gesù Cristo, che si offrirà in sacrificio, mentre l’arco all’antica suggerisce il suo trionfo sulla civiltà pagana e il tappeto quello sull’Islam.
Timothy Verdon