Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione
Dal 26 maggio al 13 settembre 2026 Pinacoteca di Brera
Per la prima volta, una mostra ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500.
L’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere autografe e di autori quali Bramantino, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, conservate a Brera e provenienti da musei tra cui il Musée du Louvre a Parigi, le Gallerie dell’Accademia a Venezia, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, la Galleria Borghese a Roma, il Museo del Prado a Madrid, la National Gallery a Londra.
A cura di Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini
Comitato scientifico: Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti
Il percorso espositivo riunisce 46 opere, in parte conservate a Brera, in parte prestate dai più importanti musei del mondo, che ricostruiscono per la prima volta la sua carriera e il contesto in cui si formò. Accanto ai suoi dipinti, capolavori di Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino: i maestri con cui Giovanni Agostino si confrontò, rielaborandoli in modo del tutto personale.

Pinacoteca di Brera
Giovanni Agostino da Lodi. Nato a Lodi, si formò presumibilmente a Milano nella cerchia di Bramante e Bramantino, per poi spostarsi a Venezia alla fine del Quattrocento, città dove lavorò per oltre un decennio assorbendo i linguaggi dei grandi maestri della Laguna. Rientrò a Milano intorno al 1510, dove lavorò per cantieri di primo piano come Santa Maria della Pace e la Certosa di Pavia.
La sua è una storia di riconoscimento tardivo. Per secoli le sue opere furono attribuite ad altri pittori. Fu solo all’inizio del Novecento che lo storico dell’arte Wilhelm von Bode cominciò a riunire sotto un unico nome, inizialmente “Pseudo Boccaccino”, un gruppo di dipinti dallo stile inconfondibile. L’identità vera dell’autore emerse grazie alla firma su una tavoletta conservata proprio a Brera, resa nota nel 1912, ma la piena rivalutazione critica arrivò solo alla fine del secolo scorso.

Pinacoteca di Brera
Ciò che rende Giovanni Agostino da Lodi unico è la capacità di muoversi tra due culture pittoriche distinte, quella milanese e quella veneziana, senza appartenere pienamente a nessuna delle due. A Venezia assimilò l’influenza di Alvise Vivarini prima, di Giorgione poi. L’eco di Leonardo, evidente anche nei suoi rari disegni, tradisce i ritorni in patria. E tra tutti i pittori del suo tempo, fu uno dei più profondamente segnati dal secondo soggiorno veneziano di Dürer, tra il 1505 e il 1507.
Info utili
Quando
Dal 26 maggio al 13 settembre 2026
Orari
Da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.00)
Biglietti
€ 20,00 – Intero Grande Brera
€ 4,00 – Ridotto 18-25 Grande Brera
Prenota
Call Center Pinacoteca di Brera per assistenza nelle prenotazioni
(Lun-Dom, 9.00-18.00)
tel: +39 02 72105 141
E-mail: pinacotecadibrera@ operalaboratori.com
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