Brera nella città
Il Rinascimento lombardo fuori dal museo
Trentasette affreschi lasciano i depositi della Pinacoteca di Brera e tornano a vivere nella città. Non in un’altra sala museale, ma negli spazi quotidiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: corridoi, aule, sale professori. Luoghi attraversati ogni giorno da studenti, docenti e ricercatori.
Le opere provengono da chiese e conventi milanesi soppressi o distrutti durante l’età napoleonica. Per non perderle insieme agli edifici che le ospitavano, gli affreschi furono separati dai supporti murari originari attraverso tecniche di estacco che li hanno trasformati in opere mobili, una soluzione che ne ha garantito la sopravvivenza, ma che nel tempo ha posto un problema di spazio. Per numero e dimensioni, questi affreschi non possono essere esposti per intero nelle sale della Pinacoteca.
Tra gli autori figurano alcuni dei principali maestri del Rinascimento lombardo: Bergognone, Bernardino Lanino, Bernardino Luini e Bernardo Zenale, pittori che hanno definito il volto della pittura lombarda tra Gotico e Rinascimento, databili perlopiù tra il Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.
Il progetto
Brera nella città è nato nel 2025 dalla collaborazione tra la Pinacoteca di Brera, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, con l’obiettivo di rendere accessibile un patrimonio che appartiene a Milano ma che Milano non aveva mai avuto modo di vedere davvero.
Gli affreschi sono stati collocati in diversi spazi del campus di largo Gemelli, dalla Veranda dell’Aula Magna alle aule Maria Immacolata e Negri da Oleggio, fino alla Sala Professori e all’aula Gemelli. Per accoglierli, gli ambienti sono stati appositamente adattati: pellicole anti-UV sulle finestre, sistemi di illuminazione dedicati, rilevazioni climatiche. Ogni opera è accompagnata da pannelli esplicativi e QR code che rimandano ad approfondimenti.
La presenza degli affreschi diventa anche un’occasione formativa: sono previste visite guidate curate da dottorandi, ex dottorandi e giovani storici dell’arte in formazione.

Un patrimonio diffuso
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio. Un altro nucleo significativo di affreschi braidense è conservato dal 1952 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, grazie a un accordo nato dalla collaborazione tra Fernanda Wittgens – direttrice della Pinacoteca – e il fondatore del Museo Guido Ucelli, con il contributo dell’architetto Piero Portaluppi. Quelle opere sono oggi valorizzate nelle Gallerie Leonardo.
Pinacoteca, Università e Museo costruiscono così un itinerario diffuso attraverso la storia artistica di Milano: un museo senza una sola porta d’ingresso, capace di mettere in relazione luoghi, istituzioni e pubblici diversi.