Pinacoteca di Brera Informazioni

Il terzo giovedì serale di Brera/Musica a casa tua!

Come forse saprete la Pinacoteca di Brera propone aperture serali ogni terzo giovedì del mese. In queste occasioni gli allievi della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” arricchiscono l’esperienza del museo con un repertorio musicale che illustra il legame tra la musica e le opere esposte.

La Pinacoteca e la Scuola, nonostante la chiusura forzata di questo periodo, desiderano portare a casa vostra questo appuntamento e hanno realizzato insieme ai ragazzi questo speciale video.

 

Programma

Paolo Tomasini, violoncello


Johann Sebastian Bach
Suite n.5 in do minore BWV 1011
Preludio
Allemanda – Corrente
Sarabanda – Gavotta I e II – Giga

Ho scelto di abbinare alla Suite V di Bach, la “Cena in Emmaus” di Caravaggio, in quanto facendo entrambi parte della corrente barocca, condividono l’uso, per esempio, di tecniche come quella del “chiaroscuro”, elemento tipico della pittura di Caravaggio, ma presente anche nella musica di Bach nell’uso, per esempio, della forma concertata (Concerti Brandeburghesi) o anche in questa suite nel continuo variare da tempi lenti e gravi ad altri più scorrevoli.
Inoltre Bach e Caravaggio sono due tra i maggiori rappresentanti di quella scissione religiosa, politica e sociale che vide contrapposti protestanti e cattolici controriformisti (nella “Cena in Emmaus” infatti il tema è quello della transustanziazione, tipico del dibattito di quegli anni).

 
 

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Gina Maria Marano, pianoforte

Milij Alekseevič Balakirev, Notturno in re minore
Robert Schumann, Gesange der Frühe op.133
Johannes Brahms, Fantasien n.4 e n.7 op.116

Il bacio di F. Hayez – Notturno in re minore di M. Balakirev
Quello che possiamo ammirare nella tela di Hayez è un bacio che oserei definire passionale, intenso e dalla forte carica emotiva, visto il coinvolgimento evidente dei due soggetti, ma allo stesso tempo intimo e riservato. Credo che il componimento di Balakirev sia animato dallo stesso duplice spirito: esso alterna l’«Andante», dalla linea melodica delicata, intima, quasi nostalgica e sognante e il «Poco animato con passione» dal carattere più aperto, coinvolgente, quasi drammatico, emblema appunto di una grande passione romantica.

Cena in Emmaus di Caravaggio – Gesange der Frühe di R. Schumann
Ciò che accomuna queste opere d’arte si racchiude principalmente in due aspetti: il carattere rivelatorio e il gioco di luci e di ombre. Caravaggio sceglie di rappresentare l’istante stesso del gesto attraverso cui Cristo si rivela ai due discepoli di Emmaus e sceglie di farlo mediante una luce che non illumina tutto perfettamente, ma proprio per questo rende il quadro così comunicativo. Allo stesso modo Schumann nel suo componimento sembra compiere una rivelazione, sembra volerci raccontare di qualcosa che ancora non vediamo, che arriverà con l’alba; e lo fa attraverso lo stesso gioco di luci e di ombre, scegliendo un canto che si ripropone, a volte chiaramente, a volte più nascostamente, per l’intero ciclo dei canti.

Rissa di galleria di U. Boccioni – Fantasien n. 4 e 7 di J. Brahms
In questo quadro Boccioni utilizza la tecnica divisionista, per la quale i colori vengono impressi separatamente sulla tela sotto forma di punti, generando poi un’interazione multiforme che porta con sé un forte effetto ottico. Si potrebbe dire quindi che il medesimo punto posto in spazi diversi della tela generi esiti sorprendentemente diversi. Il modello compositivo di Brahms è simile: per ogni componimento egli sceglie un’«unità», una cellula tematica che poi si ripropone incessantemente eppure ogni volta in modo nuovo, generata dall’interazione di componenti diverse, rimanendo però sempre riconoscibile in se stessa. Ciò avviene quale che sia il carattere del componimento, intimo e delicato (fantasie n. 4) oppure agitato e drammatico (fantasie n. 7).

 
 

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Simone Leoni, Jacopo Martignoni, Edoardo Maviglia, Ciro Speranza, percussioni

James Tenney
Crystal Canon for Edgard Varèse (1974)

PERCUSSIONISTI IN QUARANTENA
James Tenney (1934-2006) ha studiato pianoforte, acustica, teoria dell’informazione e composizione. Il brano Crystal Canon prende spunto da una cellula tematica di Ionisation (1919/21), una delle composizioni più celebri di Edgard Varèse, nonché la prima nella storia della musica scritta esclusivamente per soli strumenti a percussione. La forma ‘a canone’ del brano fa sì che le parti dei quattro esecutori diano vita a concatenazioni di pattern ritmici in continuo dialogo tra loro. Questa caratteristica ci ha portato a paragonare il senso stilistico del brano ai principi di scomposizione lineare e appianamento dimensionale dell’arte figurativa nella quale Carlo Carrà troneggia a seguito delle collaborazioni con Boccioni, Russolo, Severini e Balla e dalle quali scaturì il Manifesto dei pittori futuristi. Ritmi di Oggetti si pone come opera indicativa del percorso avanguardista di Carrà in quanto prova dell’interdisciplinarietà del principio futurista nello scenario artistico-sociale del primo anteguerra. Il clima di tensione dato dall’avvento del primo conflitto mondiale lasciò spazio a una rappresentazione della realtà sempre più incerta, popolata di figure geometriche non perfette in uno spazio indefinito e caotico simile alla concezione onirica della pittura Metafisica che si andrà a determinare proprio durante il periodo della grande guerra, grazie anche al contributo dello stesso Carrà. L’attuale situazione di emergenza sanitaria mondiale non è lontanamente paragonabile a quella che ha vissuto la società del primo novecento, ma sicuramente viviamo la stessa paura di come questo tipo di avvenimenti ci possano cambiare nel futuro che lentamente si avvicina, di cui siamo intimoriti e anelanti allo stesso tempo. In tutto ciò un’unica certezza: non sono bastati due conflitti mondiali e innumerevoli epidemie a far passare di moda i baci, gli abbracci e il tenersi per mano.
Buon ascolto da tutti i percussionisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano!

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