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L’incertezza del poeta di Gabriele Tinti e Alessandro Haber
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17/01/2019 Pinacoteca di Brera, Sala 10

L’incertezza del poeta di Gabriele Tinti e Alessandro Haber

Questo evento rappresenta un’occasione unica per entrare in una differente relazione e conoscenza con il singolo capolavoro attraverso la poesia di Gabriele Tinti e, in questo caso particolare, attraverso la voce di un attore importante com’è Alessandro Haber.

L’incertezza del poeta di Gabriele Tinti e Alessandro Haber Orario: 18.00

Dove: Pinacoteca di Brera, Sala 10

Ingresso: ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

 

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Alla Pinacoteca di Brera giovedì 17 gennaio una rilettura
degli affreschi del Bramante attraverso poesia e voce

L’INCERTEZZA DEL POETA
di Gabriele Tinti e Alessandro Haber
Giovedì 17 gennaio alle ore 18.00 la Pinacoteca di Brera di Milano presenta L’incertezza del poeta, un evento che nasce da un’idea dello scrittore e poeta Gabriele Tinti che ha composto una serie di poesie suggerite dal ciclo pittorico della Casa Panigarola già Visconti attribuito a Donato Bramante e protagonista del nuovo allestimento della sala X della Pinacoteca di Brera.
Gli affreschi di Bramante, rimossi dal palazzo di Gaspare Ambrogio Visconti, poeta e consigliere ducale alla corte di Ludovico il Moro, hanno ispirato i testi di Tin-ti che verranno letti al pubblico dall’attore Alessandro Haber. Sette degli affreschi mostrano uomini di potere, un poeta e un cantore. Il più noto rappresenta invece un tema sviluppato fin dall’antichità: Democrito ridente ed Eraclito piangente sulle condizioni umane. Dalle ambivalenti reazioni di fronte alla miseria dell’uomo scaturisce il titolo dell’evento: L’incertezza del poeta.
Il progetto di Tinti, che negli ultimi anni ha coinvolto noti attori e alcuni dei principali musei al mondo, ha l’obiettivo di restituire alle opere l’attenzione che meritano: il visitatore medio, infatti, passa solo dai quindici ai trenta secondi di fronte a un’opera d’arte. L’incertezza del poeta rappresenta dunque un’occasione unica per entrare in un rapporto differente con un capolavoro attraverso la poesia di Tinti e, in questo caso, la voce di un importante attore come Alessandro Haber. Insignito del Premio Montale 2018, il progetto è stato recentemente scelto per celebrare il riallestimento delle collezioni del Getty Villa, proseguendo il dialogo iniziato con la mostra di artisti contemporanei Plato in LA in cui alcuni dei più acclamati artisti del panorama odierno hanno reinterpretato l’impatto di Platone sul mondo contemporaneo.
L’evento è reso possibile da Karen Film e Palazzo Matteotti, The Dedica Anthology. The Dedica Anthology, della cui collezione fa parte Palazzo Matteotti, supporta la lettura della serie Ruins di Gabriele Tinti presso la Pinacoteca di Brera. Con la piattaforma Dedica for the Arts, moderna forma di “mecenatismo”, il gruppo è impegnato nel promuovere le iniziative culturali nelle città in cui sono presenti i propri hotel e nel perseguire una propria agenda di eventi artistici. Nel 2019 The Dedica Anthology prevede un importante progetto di restauro di un palazzo del Rinascimento nel cuore di Firenze e l’introduzione di lavori di alcuni artisti, con diverse modalità, nei suoi hotel, per sottolineare la brand promise del gruppo: una nuova forma di curated, contemporary hôtellerie.

 
 
Alessandro Haber è uno dei più importanti attori italiani. Nato a Bologna trascorre gran parte della sua infanzia in Israele insieme al padre rumeno e alla mamma italiana. A nove anni torna in Italia e, appena ventenne, ottiene la parte di Rospo nel film La Cina è vicina di Marco Bellocchio a cui seguono piccole parti per conto di numerosi registi importanti, come: i fratelli Taviani, Bernardo Bertolucci e Federico Fellini.Recita per Nanni Moretti in “Sogni d’oro” (1981) con Laura Morante; con Ugo Tognazzi e Philip Noiret in “Amici miei – Atto II” (1982) di Mario Monicelli; partecipa al film esordio di Gabriele Salvatores, “Sogno di una notte d’estate”(1983) e nel 1986 Pupi Avati lo scrittura per “Regalo di Natale”. In quest’ultimo ha finalmente un ruolo da protagonista ed è il suo primo vero successo. Il sodalizio con Avati risulta vincente. Il 1986 è un anno importante per la sua carriera. Compare in: “La donna del traghetto” di Amedeo Fago, “Anche lei fumava il sigaro” di Alessandro di Robilant, “Grandi magazzini” di Castellano Pipolo, “Innocenza” di Villi Hermann e “Com’è dura l’avventura” di Flavio Mogherini. Nel 1989 arriva anche il primo Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per il film, “Willy Signori e vengo da lontano” di Francesco Nuti. Negli anni novanta recita in Parenti serpenti del 1992 di Mario Monicelli In teatro ha recitato in Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Georg Büchner, Arlecchino, Ugo di Carla Vistarini, Scacco pazzo (da cui ha poi tratto l’omonimo film del 2003 che lo ha visto debuttare come regista) e L’avaro di Molière. Sempre come attore teatrale, nel 2006 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore per l’interpretazione di Zio Vanja nell’omonimo testo di Anton Čechov. Scrive e canta canzoni. Il suo primo CD è “Haberrante”(1995), a cui seguono “Qualcosa da dichiarare” (1999) e “Il sogno di un uomo”(2003). Ma il singolo che trova il favore del pubblico e della critica è “La valigia dell’attore”, composto per Haber da Francesco De Gregori. Nel 2006 viene scritturato di nuovo da Giuseppe Tornatore per “La sconosciuta” ottenendo un altro Nastro d’Argento nel 2007 come miglior attore non protagonista e, nel 2011, è diretto da Ermanno Olmi per il film “Il villaggio di cartone”.

 

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