Pinacoteca di Brera Informazioni
Brera/Musica
PINACOTECA DI BRERA

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20/09/2018 Pinacoteca di Brera

Brera/Musica

Terzo giovedì del mese, tre euro, tre ore di musica.
La Pinacoteca di Brera, grazie alla collaborazione con il Maestro Clive Britton, propone una serata in musica con i giovani musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado per celebrare il dialogo tra le arti e il dialogo tra i musicisti e il pubblico.

Brera/Musica Orario: 18:00 > 22.15 (chiusura biglietteria 21.40)

Dove: Pinacoteca di Brera

Ingresso: 3 euro

Dalle 18 alle 22.15 al costo di 3 euro sarà possibile ammirare l’intera collezione, visitare le splendide sale riallestite e, nello stesso tempo, ascoltare gli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
Nella Sala 8, grazie al generoso appoggio di Yamaha, si potranno ascoltare alcuni brani eseguiti al pianoforte.

 

Nella sala 8, dove Stefano Damiano esegue alcuni brani al pianoforte, sono presenti quadri di soggetto religioso di autori italiani (1400/1500). Le opere sono caratterizzate da una forte simbologia religiosa, ma anche da ambientazioni popolari e di stampo bucolico, ispirate ai paesaggi del Nord Italia.

Il programma si sofferma sul contrasto tra la dimensione sacra, in primo piano in ogni dipinto, e quella umana, che caratterizza gli sfondi e i personaggi secondari. San Pietro martire con i Santi Nicola e Benedetto e San Pietro in trono con San Giovanni Battista e San Paolo, entrambi di Cima da Conegliano, sono associati a due brani di Bach, tratti da Il clavicembalo ben temperato: l’uno dallo stile severo, che richiama la maestosità delle figure imponenti dei personaggi sacri, l’altro contraddistinto dalla semplicità dei ritmi di danza.

Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto, Gentile Bellini e Giovanni Bellini, 1504-1507
Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto, Gentile Bellini e Giovanni Bellini, 1504-1507

Il dipinto Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto, che domina con la sua grandezza la parete frontale della Sala, è legato, nella scelta del pianista, al Nocture di Stoyanov: nel brano alla forma del notturno, tipica della tradizione colta occidentale, viene accostata quella delle danze popolari bulgare, con una sezione centrale che assume temi, figurazioni, ritmi e tessitura armonica dalle danze dell’est Europa. Anche il quadro della parete di destra, Crocifissione di Michele da Verona, richiama l’attenzione sul rapporto tra il sacro e l’umano, espresso dai personaggi che incorniciano la scena: anche qui un paesaggio del Nord Italia emerge sullo sfondo.
E proprio al rapporto tra uomo e natura fa riferimento Liszt nella raccolta Apparitions, da cui è tratta la parte conclusiva del programma di Stefano Damiano.

 
 

Al medesimo, maestoso dipinto della Sala 8, Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto, si ispira, nella scelta dei brani, anche Caterina Formicone.

Un quadro semplice, armonioso, equilibrato, dal gusto rinascimentale, con gli edifici perfettamente geometrici. Al nitore delle forme è associata la musica minimale di Philip Glass, anch’essa contraddistinta da una tessitura semplice, generalmente priva di dissonanze. Ma un elemento accomuna, per contrasto, i momenti storici cui appartengono le due opere: se nel Rinascimento l’ordine era espressione delle alte capacità artistiche e intellettuali dell’uomo, nel minimalismo, invece, l’equilibrio, la riduzione delle forme, la geometria, l’assenza di dissonanze rappresentano il senso di forte disagio individuale e generazionale. L’opera dei Bellini suggerisce poi una dimensione di multiculturalità. Nel quadro sono raffigurati una grande quantità di personaggi ed elementi provenienti da differenti etnie e culture: donne coperte da lunghi veli bianchi, ottomani con turbanti, diplomatici veneziani negli abiti tradizionali, giraffe, dromedari, decorazioni orientaleggianti, in una suggestiva fusione tra elementi esotici ed europei. All’atmosfera multietnica Caterina Formicone collega le Sei danze in ritmo bulgaro di Béla Bartók, compositore, studioso della musica popolare dell’Europa orientale e del Medio Oriente, tra i pionieri dell’etnomusicologia.

 
 

Il violinista Artem Dzeganovsky sceglie il Polittico della Grazie di Vincenzo Foppa collocato nella Sala XI, avvolta da un senso di sacralità, per eseguire il suo programma intitolato “La preghiera del violino”.

Il programma è costituito da brani simbolici di temi religiosi: le Fantasie di Telemann, compatte, chiare, esempio di tardo Barocco di luminosa forza immaginifica (Atti degli Apostoli); la Passacaglia di Biber, tratta dalle Sonate del Rosario (Angelo Custode); la Partita in mi maggiore di Bach, attraversata dal tema della morte e della vita (Resurrezione di Dio).
I grandi compositori tedeschi come Bach, Biber e Telemann esprimono la totalità, la preghiera assoluta, attraverso la musica, pur limitati dal suono di un violino solo: la voce di uno strumento che assomiglia però a quella umana, silenziosa e senza parole, che dialoga con Dio.

 
 

Il brano scelto dal contrabbassista Federico Donadoni è parte di un progetto più ampio, Triptyque, che parte dai tre dipinti che animano la Sala 24 della Pinacoteca di Brera: il Cristo alla colonna di Bramante, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca.

Il progetto, che nella serata del 20 settembre si concentra sul quadro di Bramante, si sviluppa con una forte impronta visuale, e nasce da una ricerca sulle possibili letture di un’immagine dal punto di vista musicale, come se fosse una partitura. I parametri dell’immagine sono tradotti in suono tramite più metodi di sintesi e reinterpretati dagli strumenti.
La Sala 24 della Pinacoteca è adatta allo scopo sia per i quadri presenti sia per la sua disposizione: ai quattro angoli sono collocati quattro altoparlanti. Il proiettore è al centro della sala e manda le immagini verso la parete vergine (di fronte al quadro di Raffaello). Nell’angolo compreso tra i dipinti di Piero della Francesca e Raffaello è disposto il musicista all’elettronica e nell’angolo tra Raffaello e Bramante il contrabbassista. Questi i presupposti spaziali per la per la nascita di Fessura, soffio per video, elettronica e contrabbasso ispirato a Cristo alla colonna di Donato Bramante. I diversi elementi sono legati da una stretta relazione: proiezione, movimento e spazio, strumento ed elettronica agiscono tutti verso la stessa direzione interpretativa del quadro. Il video e lo spazio diventano parte integrante della partitura. Il contrabbasso contribuisce a enfatizzare il rapporto con il dipinto mediando due elementi timbrici molto contrastanti, espressione di due immagini del dipinto: il corpo e la finestra.

 
 
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