Pinacoteca di Brera Informazioni
Brera/Musica
PINACOTECA DI BRERA

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17/01/2019 Pinacoteca di Brera

Brera/Musica

Terzo giovedì del mese, tre euro, tre ore di musica.
La Pinacoteca di Brera, grazie alla collaborazione con il Maestro Clive Britton, propone una serata in musica con i giovani musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado per celebrare il dialogo tra le arti e il dialogo tra i musicisti e il pubblico.

Brera/Musica Orario: Dalle ore 18.00 alle 22.15 (chiusura biglietteria ore 21.40)

Dove: Pinacoteca di Brera

Ingresso: 3 euro

Dalle 18 alle 22.15 al costo di 3 euro sarà possibile ammirare l’intera collezione, visitare le splendide sale riallestite e, nello stesso tempo, ascoltare gli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
Come sempre la serata musicale offre al pubblico l’occasione di ammirare l’intera collezione, visitare le splendide sale riallestite e naturalmente ascoltare i giovani interpreti, che si collocheranno in diverse sale all’interno della Pinacoteca: la scelta del programma, anche per gennaio, scaturisce dalle emozioni suggerite dai dipinti.
Gli studenti saranno inoltre disponibili a rispondere alle domande del pubblico, in un inconsueto, dinamico scambio tra le arti.

 
 
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Federico Zaltron, violinista e violista, è ispirato dai tanti significati di ciò che non viene detto, e fa riferimento a due dipinti, l’uno della collezione della Pinacoteca di Brera, sebbene non esposto, il disegno di Leonardo Uomo a mezzo busto di profilo rivolto verso destra e poi, della Sala XXIII, la Testa di giovane donna di Amedeo Modigliani.
“Il sottinteso è un’enorme spinta per l’immaginazione. In esso è contenuta una molteplicità di significati nascosti che sia l’autore che il fruitore lasciano in sospeso nell’indeterminatezza e nell’indecisione. Il sottinteso ci avvicina alla percezione dell’incoerenza dell’essere senza ingabbiarla in costrutti razionali, consegnandoci talvolta alla sovrapposizione di contraddizioni che è il nostro pensare. Nelle opere di Bach per violino solo il violino imita un organico strumentale più numeroso, riuscendo a parlare a nome di tutti solo sottintendendo alcuni elementi. Provando ad analizzare la Partita BWV 1002 in si minore di J. S. Bach e cercando di completare ciò che è lasciato sottintendere, mi sono reso conto che ciò che sembrava essere chiaro e definito nella mia testa in realtà era ambiguo, indefinito e conteneva molti significati possibili o, forse, anche impossibili. Thelonious Monk, in una lezione al suo allievo Steve Lacy, disse: “Don’t play everything; let some things go by. Some music can only be immagined. What you don’t play can be more important then what you play.” Il violino solo, con ridotti mezzi ed elementi, chiede all’ascoltatore di completare l’opera con l’immaginazione. Sfogliando il catalogo online della Pinacoteca di Brera mi sono chiesto quali fossero le opere che, con pochi mezzi ed elementi, spronassero la mia immaginazione a completarle. Ho raccolto due esempi, il primo più vicino a Bach, e il secondo più vicino a Monk: un disegno di Leonardo Da Vinci, non esposto, Uomo a mezzo busto di profilo rivolto verso destra (recto) https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/uomo-a-mezzo-busto-di-profilo-rivolto-verso-destra-recto/
e Testa di giovane donna di Amedeo Modigliani (sala XXIII)”.

 
Verrà poi riproposta in sequenza la composizione Soffio, di Jacopo Greco d’Alceo, eseguita dal contrabbassista Federico Donadoni. Soffio è il primo dei brani appartenenti a progetto più ampio, Triptyque, salle XXIV, che parte dai tre dipinti che animano la Sala XXIV della Pinacoteca di Brera: il Cristo alla colonna di Bramante, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca.
Il progetto, che nella serata del 17 gennaio si concentra sul quadro di Bramante, si sviluppa con una forte impronta visuale, e nasce da una ricerca sulle possibili letture di un’immagine dal punto di vista musicale, come se fosse una partitura. I parametri dell’immagine sono tradotti in suono tramite più metodi di sintesi e reinterpretati dagli strumenti.
“Nato con un’idea ben precisa di ricerca sull’arte visiva e sullo spazio museale, il progetto si propone di leggere i quadri in maniera analitica per costruirne ed estrapolarne il suono attraverso una scrittura contemporanea. Le basi risalgono a dei primi lavori sperimentali concentrati sulla scrittura di partiture grafiche, per poi allontanarsi e diventare un progetto indipendente di studio e sintesi sonora a partire da un’immagine. Le preferenze visive si sono presto raccolte su quadri osservati e conosciuti, fino ad arrivare a una scelta legata anche allo spazio e quindi al luogo di esposizione dei quadri. Soffio è una personale introspezione sul quadro del Bramante, il Cristo alla colonna (sala XXIV). Il soffio, in un senso quasi ironico, è espressione di tutta la materialità e dunque la corporalità umana, esattamente come il Cristo si impone violentemente sullo spazio del quadro. Il corpo è in una vicinanza che quasi disturba, spoglio di tutto il misticismo legato alla figura, ma vividamente umano e sensibile. E così nel brano, l’elettronica, che in genere per i suoi mezzi può essere legata ad un’idea più eterea ed astratta, ora è nuda, è davanti. È rozza, ma scolpita nel dettaglio. È cruda e concreta nei suoi elementi anche se non si basa su alcun suono di registrazione reale: ogni dettaglio sonoro, ogni timbro ed ogni risonanza è il risultato di un minuzioso lavoro sul quadro. Infatti la ricerca che ha portato a questa creazione si fonda sulle possibili letture di un’immagine dal punto di vista musicale, esattamente come se fosse una partitura. Un algoritmo legge il contrasto e la luminosità del dipinto e traduce i dati in suono. Il video mette in scena quest’origine analitica e ne svela alcuni dettagli, mentre il contrabbasso ne è la materia diretta. La sua massiva presenza strumentale e lo strumentista divengono un unico corpo. Si instaura quindi un dialogo stretto ed intenso con gesti ora decisi e fisici, ora più delicati. Non ci sono solisti, i tre elementi sono trattati nello stesso modo e intervengono nei momenti necessari. Sono le relazioni tra loro che cambiano. La forma è caratterizzata da più ampie sezioni gestuali in opposizione a sezioni di intenso sviluppo e schizofrenia, punti in cui gli elementi si incontrano e scontrano a volte in maniera brutale, a volte in maniera più sottile. Ancora dunque si mostra un contrasto intimo e violento, argomento cardine del brano”.

 
Caterina Chiarcos, soprano, e Iris Fistarollo, viola da gamba, scelgono la Cena in Emmaus di Caravaggio della Sala XXVIII.
“L’assenza e il vuoto. Orfeo piange la mancanza di Euridice morta, Sabina in arme vaga per il giardino di notte, lamentando l’assenza del suo amato, mentre il mondo è un luogo da cui gli dei e gli eroi si sono allontanati. Sarà l’uomo ad avvicinarsi a essi, rincorrendoli, cantando al suono della lira di Orfeo, tramutandosi nel drago Pirausta e puntando il dito contro le stelle, ridendo di loro e avvertendole: Si salvi chi può!”.

 
 
Programma

Federico Zaltron, violino e viola
Johann Sebastian Bach
Partita per violino solo BWV 1002 in Si minore
Thelonious Monk
Boo Boo’s Birthday (arr. di F. Zaltron per violino solo)
Bemsha Swing (arr. di F. Zaltron per violino solo)
Ask me now (arr. di F. Zaltron per viola sola)

 
Federico Donadoni, contrabbasso
Jacopo Greco d’Alceo, regia del suono
«SOFFIO» di Jacopo Greco d’Alceo,
per video, elettronica e contrabbasso,
dal quadro Cristo alla colonna di Donato Bramante

 
Caterina Chiarcos, soprano
Iris Fistarollo, viola da gamba
Alessandro Stradella
Si salvi chi può (da XII cantate, Modena-Biblioteca Estense ms. G.208)
Antonio Cesti
Notte amica agl’Amanti (da Il Tito, Venezia, 1666, atto II scena XV, Fondo Contarini di Venezia)
Alessandro Scarlatti
Poiché riseppe Orfeo (cantata per soprano e basso continuo)

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