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Autoritratto

Autoritratto 1908, totale recto, prima del restauro
1. Autoritratto 1908, totale recto, prima del restauro
Il retro della tela con l’Autoritratto 1906, totale
Il retro della tela con l’Autoritratto 1906, totale
Il celebre Autoritratto datato 1908 di Umberto Boccioni (1882-1916) rivela sul retro un precedente e meno noto Autoritratto, databile 1906, nascosto dal pittore stesso perché ritenuto non soddisfacente. Il restauro, realizzato nel 2017, è stato occasione per approfondire la conoscenza dell’opera e delle sue vicende conservative.

L’Autoritratto è realizzato ad olio su tela con una tecnica divisionista, mediante brevi pennellate giustapposte di colori puri, con spessori e andamento variabili. La tela è montata su un telaio ligneo fisso (cm 70 x 100), ed inserito in cornice non originale (cm 94,5 x 124,5 x 9,5).

Nel dipinto Boccioni si ritrae su un balcone che affaccia sul paesaggio suburbano della periferia milanese, in quella che nel 1908 era la sua abitazione di Via Castel Morrone, angolo via Goldoni. Sullo sfondo case in costruzione e un treno che percorre il cavalcavia Acquabella, oggi demolito, nei pressi dell’attuale piazza Maria Adelaide di Savoia, anticipazione delle tematiche futuriste degli anni successivi.
Il pittore in un appunto del 13 maggio 1908 si dichiara insoddisfatto della sua opera: “Dal primo del mese mi trovo in casa di mamma, lontano da quell’antipaticissima padrona e mi trovo abbastanza bene. In quella casa ho finito l’autoritratto che mi lascia completamente indifferente”.

Il dipinto, appartenuto a Vico Baer, amico di Boccioni, fu donato alla Pinacoteca di Brera nel 1951.

Alla fine degli anni ’70 fu scoperta sul retro della tela la presenza di un altro Autoritratto, disposto in senso ortogonale rispetto al primo, e quasi completamente coperto da una stesura di colore ad olio grigio, concentrata particolarmente sul volto. Il retro in quel momento era ulteriormente nascosto dalla presenza di un vecchio telaio con traversa centrale.
Nel 1979 fu quindi deciso di restaurare l’opera. Il dipinto fu velinato per smontarlo dal telaio; successivamente furono applicate delle fasce perimetrali per il nuovo tensionamento: dal lato del ritratto 1908 furono applicate strisce ti tela di canapa, incollandole con Araldite-rapid (Ciba-Geigy) lungo i margini liberi dalla pittura. Dal lato del ritratto nascosto furono invece applicate fasce di tela di fibra di vetro con il bordo sfrangiato, sovrapponendole alla pittura per circa un centimetro, ed incollandole con Mowilith DM55. L’opera fu quindi rimontata su un nuovo telaio (Del Bosco) privo di traverse.

La pulitura finalizzata alla rimozione della ridipintura, non priva di complessità per la natura della stesura ad olio grigia su pittura ad olio coeva, fu condotta a bisturi e a solvente, con Dimetil Acetato, e completata da una vernice finale.
Il ritratto rivelato fu ricondotto al 1906 per i lineamenti del volto più giovanili, una diversa stesura pittorica e alcune incertezze compositive. Fu cancellato presumibilmente dallo stesso Boccioni non soddisfatto del proprio lavoro, la tela fu ruotata e voltata reimpiegandola per il ritratto successivo.

 

Stato di conservazione prima del restauro

Nel 2017 il dipinto è stato nuovamente restaurato a causa delle condizioni conservative.
La superficie pittorica del ritratto del 1908 era interessata da uno spesso strato di vernice disomogenea, che nella parte superiore aveva una tonalità più gialla mentre nella fascia inferiore appariva più grigia, probabilmente a causa della polvere depositata.

A sinistra, dettaglio delle esfoliazioni superficiali, in corrispondenza del palazzo sulla sinistra. A destra, dettaglio durante la pulitura.
A sinistra, dettaglio delle esfoliazioni superficiali, in corrispondenza del palazzo sulla sinistra. A destra, dettaglio durante la pulitura.

Si notavano alcune lacune di colore di piccole dimensioni, soprattutto lungo il margine destro, tra cui una lacuna leggermente più grande a circa metà dell’altezza ed una mancanza pregressa più importante nell’angolo inferiore. L’elemento di maggiore preoccupazione erano diverse aree interessate da esfoliazione superficiale, ben evidenti in luce radente e distribuite sulla superficie, di natura non immediatamente comprensibile.
Il ritratto sul retro mostrava invece una materia pittorica nel complesso stabile, ma un’importante crettatura e gravi lacune soprattutto in corrispondenza del volto.

 

Intervento di restauro

Il ritratto 1908 è stato osservato in luce ultravioletta per valutare distribuzione e spessori delle vernici superficiali, mentre le zone di esfoliazione sono state osservate in ingrandimento. Si è così appurato che i sollevamenti non interessavano la materia pittorica, ma solo lo strato superficiale di vernice, come confermato da piccoli test di pulitura preliminari in corrispondenza di queste aree.

A sinistra, totale durante la pulitura. Si notano le prime zone pulite lungo il lato sinistro e in alto a destra. A destra dall'alto,  dettaglio durante la pulitura. Lungo il lato destro restano alcune zone di vernice ingiallita, ancora da pulire; dettaglio durante la pulitura. Evidente la zona di vernice ingiallita, ancora da pulire, ed il recupero della luminosa cromia sottostante
A sinistra, totale durante la pulitura. Si notano le prime zone pulite lungo il lato sinistro e in alto a destra. A destra dall’alto, dettaglio durante la pulitura. Lungo il lato destro restano alcune zone di vernice ingiallita, ancora da pulire; in basso, dettaglio durante la pulitura. Evidente la zona di vernice ingiallita, ancora da pulire, ed il recupero della luminosa cromia sottostante

Valutata la stabilità della materia pittorica, è stato condotto il test di solubilità per la scelta della miscela solvente più idonea all’assottigliamento delle vernici. Si è quindi proceduto ad una progressiva pulitura a partire dalle campiture chiare, impiegando una miscela LE 4 ad FD 73 composta da Ligroina ed Etanolo 60-40. La pulitura ha consentito il recupero di una cromia radiosa e “vibrante”, modellata dalla luce, dove i bianchi ad osservazione ravvicinata si mostrano composti da rapide pennellate di colori puri.
Le piccole lacune perimetrali sono state stuccate a livello e ritoccate mediante tecnica di tratteggio verticale ad acquerello.
Al termine dell’intervento di restauro è stata applicata a spruzzo una vernice finale a base acrilica in essenza di petrolio (Vernis à tableau surfin anti-UV Lefranc Bourgeois).
Il sistema di tensionamento, per quanto ritenuto non idoneo, è stato mantenuto considerandolo comunque funzionale e valutando gli importanti rischi legati ad un’eventuale rimozione.
Ugualmente si è scelto di non intervenire sul dipinto del 1906, poiché un intervento di ritocco pittorico sul volto sarebbe risultato troppo esteso ed invasivo, e non indispensabile alla lettura dell’immagine.
Il dipinto è stato reinserito in cornice, proteggendolo sul recto con un vetro museale e sul verso con carton-plum.

Autoritratto 1908, totale recto, dopo il restauro
Autoritratto 1908, totale recto, dopo il restauro

 

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