Pinacoteca di Brera Informazioni

Pietà

Giovanni Bellini

La tavola, datata agli anni compresi fra il 1465 e il 1470, segna un evidente affrancamento dell’artista dalla lezione di Andrea Mantegna, cui egli era legato non solo da affinità culturali ma anche da stretti vincoli di parentela (ne era il cognato).
L’esempio dell’artista padovano è ben visibile nell’incisività delle linee di contorno e nella plasticità scultorea delle figure, trascinate in primo piano a invadere lo spazio dello spettatore; tuttavia, Bellini immerge la scena entro un’atmosfera fatta di luce naturale, ammorbidendo i toni e concentrandosi, più che sulla costruzione di un rigoroso spazio prospettico, sulla rappresentazione della dolente umanità dei protagonisti; egli crea così un linguaggio nuovo che diverrà, negli anni successivi, la sua personale e inconfondibile cifra stilistica.
L’opera, che faceva parte della collezione Sampieri di Bologna, fu donata a Brera, nel 1811, dal viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais.

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Il restauro

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Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Pietà
AUTORE Giovanni Bellini
DATA 1467-1470
MATERIA E TECNICA Tempera su Tavola
DIMENSIONI cm 86 × 107
INVENTARIO 228
SALA VI
Opera esposta
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