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I pesci sacri

Filippo De Pisis (Filippo Tibertelli)

I quindici dipinti provenienti dalla collezione Jesi offrono un saggio dei molteplici aspetti del linguaggio di De Pisis e consentono di seguirne gli sviluppi lungo il trentennio centrale della sua attività. De Pisis coltivò parecchi interessi, dalla botanica alla storia dell’arte, dalla pittura alla letteratura: esordì come poeta e si laureò in Lettere a Bologna nel 1920 mentre, nel frattempo, si apriva alla pittura per tramite di de Chirico e Carrà, conosciuti a Ferrara, e del gruppo di Valori Plastici, cui si avvicinò dal 1920 durante un soggiorno a Roma.
In Natura morta con le uova, del 1924 e in I pesci sacri, del 1925, ritroviamo citazioni da de Chirico (Occhio e Pesci sacri) e da Morandi (La fruttiera), affiancate agli oggetti legati alla poetica dell’autore, quali il bicchiere con il quadrifoglio, il vaso cinese e il foglio ripiegato. Dal 1925 si trasferì a Parigi e si concentrò sulle ricerche impressioniste sull’uso della luce e del colore, senza tuttavia abbandonare il ricordo delle atmosfere metafisiche.
Dalla fine degli anni Venti esplose l’amore per la città, di cui dipinse ossessivamente angoli e vie caratteristiche. Dopo un periodo di viaggi, rientrò in Italia allo scoppio del secondo conflitto mondiale ma fu costretto al ricovero in clinica (Villa Fiorita, da cui la sigla “vf” apposto sui dipinti) per l’aggravarsi della malattia mentale che dal 1954 gli avrebbe impedito di lavorare.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO I pesci sacri
AUTORE Filippo De Pisis (Filippo Tibertelli)
DATA 1924
MATERIA E TECNICA Olio su Tela
DIMENSIONI cm 55 × 62,5
INVENTARIO 5066
SALA X
Opera esposta
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