Pinacoteca di Brera Informazioni

Adorazione dei Magi

Stefano da Verona

Nonostante alcuni dubbi circa l’autenticità della firma e della data apposte al dipinto, gli studiosi concordano oggi nel confermare l’attribuzione a Stefano fatta nel Cinquecento da Giorgio Vasari e datano l’opera agli anni della maturità dell’artista. Il tema iconografico è trattato qui secondo il gusto fiabesco del gotico internazionale, nato alla fine del Trecento negli ambienti raffinati delle corti europee e rappresentato in Italia da artisti quali Michelino da Besozzo, Pisanello, Gentile da Fabriano e lo stesso Stefano.
Lo sguardo dell’artista, che costruisce le figure servendosi di linee morbide e sinuose, si sofferma sugli abiti sgargianti dei re d’oriente mentre una straordinaria vivacità narrativa anima la rappresentazione del variegato corteo in secondo piano; indifferente ad ogni ricerca prospettica Stefano suggerisce la profondità dello spazio attraverso piani sovrapposti, mentre evidente è il suo interesse per i dettagli nelle decorazioni e per gli elementi simbolici: il pavone simbolo di Resurrezione, la viola che rimanda all’umiltà di Cristo, il garofano rosso che allude alla Passione.
L’opera fu ceduta a Brera nel 1818 come opera di Stefano Fiorentino da Domenico Biasioli, che a sua volta l’aveva acquistata dalla famiglia veronese Ottolini.

Scarica l'immagine ad alta risoluzione TITOLO Adorazione dei Magi
AUTORE Stefano da Verona
DATA 1435-1436
MATERIA E TECNICA Tempera su Tavola
DIMENSIONI cm 72 x 47
INVENTARIO 349
SALA IV
Opera esposta
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