Pinacoteca di Brera Informazioni
Sacre du Printemps<br>Maniera di pensare la natura
PINACOTECA DI BRERA

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JAMES M. BRADBURNE

Segreteria della direzione
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18/03/2017 Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano - Via privata F.lli Gabba10

Sacre du Printemps
Maniera di pensare la natura

Un viaggio dall’ombra alla luce in mondi paralleli
Botanica • Arte • Poesia • Astronomia • Musica • Danza

Sacre du Printemps<br>Maniera di pensare la natura Orario: 16.30

Dove: Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano - Via privata F.lli Gabba10

Ingresso: entrata gratuita - non è richiesta prenotazione

Auletta

Introduzione di Martin Kater Direttore dell’Orto Botanico
Presentazione mostra dei dipinti di Sergio Gagliolo
con brevi brani critici di Beth Vermeer
Gagliolo e Biamonti Letizia Lodi
Reading di prosa poetica Marisa Tumicelli
Prima Visione del video d’arte Solanum Night Shade
 

Aree esterne

Performance di danza contemporanea Erica Romano
Visita alle sculture di Antonello Santè Paladino
Visita alle opere d’arte in donazione di Marisa Tumicelli e Antonia Trevisan
 

Incontro segreto con l’astronomia e la poesia nell’Orto

Ruggero Stanga e Alberto Nocerino
Lettura frammenti dal libro “La Terra sul Cielo” Enrico Giordano
 

In conclusione

Performance musicale Ensemble sonoro
Tiziano Doria • Sergio Montemaro
Andrea Reali • Paolo Romano

  

La nostra vita è spesso invocata da paesaggi ideali che abbiamo abitato, conosciuto, attraversato fin dalla nostra infanzia.
Lo illustra l’opera di Sergio Gagliolo che dà esauriente risposta alla domanda quanto un paesaggio sia capace di tradursi in arte, di offrire una bellezza nascosta, un’armonia silenziosa, persino felicità. Il rapporto di Gagliolo con la Liguria di Ponente, con la terra del confine e con la sua materia reale, è di una delicata simbiosi.
Nel corso di oltre sessanta anni di pittura l’artista si è concentrato sulla dinamica tra la terra, la vegetazione, e il cielo.
Le sue tele vengono strutturate da elementi ricorrenti come la pietra, il legno, le griglie, gli anfratti e dalla loro fisicità architettonica all’origine di una cultura contadina. Eppure, si percepisce la loro logica concettuale, la sospensione che ferma il tempo, invitando ad un modo diverso di osservare la natura, di ripensarla.
Il “come”, lo ha suggerito Le Corbusier, ricordandoci che la natura ci fornisce insegnamenti senza fine e che bisogna ricercare, ritrovare, riscoprire il principio unitario che governa le opere dell’uomo e quelle della natura. Consapevole della disparità mai risolta, Gagliolo si affida al linguaggio dell’arte che lo incoraggia a perseverare nella sua ostinata ricerca. Le rose, i muschi, gli ulivi, i cespugli sono quelli di un tempo ma la sua pittura, con uno sguardo che va oltre, apre a nuovi registri di conoscenze incrociate tra la botanica e l’antroposofia.
In una cornice incantevole come lo storico Orto Botanico di Brera le opere di Gagliolo dipingono macchie infiammate di color bougainville sulle chiare pareti, tra l’avorio prezioso dei roseti, e il verde robusto degli ulivi che riempiono i suoi occhi in tutte le stagioni, li davanti alle finestre del suo studio sulle colline sopra Bordighera.
E’ un ritorno felice a Brera, quello di Gagliolo, dove ha trascorso gli anni dei suoi studi frequentando la vita culturale milanese e i personaggi che l’hanno formata.

Beth Vermeer

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